IMG_3059

We can be heroes, just for one day

Quante emozioni ci sono negli ultimi 2 secondi? Quante emozioni nel sentire quel suono provenire dall’arbitro?
Il fischietto tra le labbra, l’ultima tensione in quattro quarti dopo una partita diversa dalle altre. Tornare negli spogliatoi, semplice; crederci, molto meno.

C’è chi vince sempre e chi non vince mai. Chi è abituato alle luci e chi vive nelle ombre.
Ci sono, però, giorni in cui chi vince sempre cade, per dimostrarci che anche i vincenti sono umani. Ci sono, però, giorni in cui chi non vince mai ha un moto d’orgoglio, per dimostrarci che ad essere tenaci, a volte si fa bene.
E a Cremona è stato uno di quei giorni, anzi. Una di quelle notti.

Se ce l’avessero detto dopo la sconfitta contro i Gorillas, non ci avremmo creduto. Se ci avessero detto quella sera, dopo aver faticato un’intera partita, che solo tre settimane dopo il mondo si sarebbe ribaltato, chi non avrebbe riso? Chi non avrebbe pensato al classico discorso motivazionale? G TEAM vincente e Gorillas perdenti nella stessa notte. Utopia, per i tifosi dei grigioazzurri. E invece.

Quattro anni di sconfitte, quattro anni a mangiare erba e terra bagnata tutte le settimane. A rischiare, a mettere in gioco il proprio corpo. Per passione. Per credere che anche chi ha perso sempre non è destinato a perdere per sempre.
Quattro anni ad allenarsi in attesa di quel momento. Aspettando una vittoria che non voleva arrivare.
Guardando gli altri festeggiare e chiedendosi che cosa non avesse funzionato. Quattro anni di attesa per un momento di gioia.
Quattro anni, tutti in un ultimo, dolcissimo, fischio.
Perché non tutti i fischi sono come gli altri e, quattro anni dopo, questo ha avuto tutto un altro sapore. We can be heroes, just for one day.

E’ solo la seconda uscita. Il lavoro da fare è ancora tanto, gli errori vanno corretti e le scelte migliorate, ma qualcosa è cambiato. Anche nel risultato, finalmente.

Francesco Inverso