LUCK8926 - Copia

Ogni maledetta domenica si vince o si perde, resta da vedere se si vince o si perde da uomini.

Il calore del sole ed il pubblico a baciare i caschi, una giornata perfetta per giocarsi l’ultima partita di regular season. Una chimera, i playoff, ad una vittoria di distanza. Ciò che era intangibile, non è mai stato così vicino. L’esordio al ‘Franco Ossola’ di Varese contro una squadra esperta, nel derby contro i Gorillas, la bestia nera di queste stagioni.

Uno scenario emozionante, a cui il G TEAM è arrivato elettrizzato dalla vittoria contro i Tigers, ma martoriato dagli infortuni. Assenze ed emozione, la chiave dell’inizio.

I Gorillas partono forte, aggressivi e decisi, con gli occhi iniettati di sangue dopo una stagione costellata da più sconfitte del previsto. Il G TEAM non riesce a reagire e crolla, nel primo tempo, sotto i colpi di una squadra che sarebbe superiore a pieno organico, figuriamoci decimati.
Lo sconforto e la sensazione di averla persa dopo pochi minuti, altri infortuni da metabolizzare.
Di nuovo lì, sull’orlo di un precipizio.
40-0 alla pausa.
Risultato compromesso e niente in ballo. Le tacite speranze dell’inizio lasciate a bordo campo.
L’emozione, nella ripresa, era passata.

Il G TEAM comincia a svegliarsi, riesce a difendere. Risponde alle offensive di Varese. Riparte, si rialza.
Un altro spirito.

Andrea Macchi corre. Corre un metro dopo l’altro. Corre con tutta la squadra sulle spalle ed il fiato sospeso dei tifosi. Fino a due yard dalla end-zone. Fino a due yard dallo scrivere una pagina di storia in questo derby. La metafora di questa stagione: una corsa giunta a pochi centimetri dalla realizzazione di un sogno, dopo aver fatto tanta strada ed aver dato tutto.
Niente da fare.
48-0.

Una sconfitta pesante, un primo tempo in cui la squadra è sembrata spenta, molle. Una ripresa energica da cui ripartire.
Alle spalle le emozioni delle prime vittorie, della prima stagione in cui si è dato del filo da torcere a tutti. Alle spalle il primo piolo della scala.

Non sarà una partita a fermare la crescita e non sarà un primo tempo a fargli dimenticare chi sono diventati. Centimetro su centimetro, colpo su colpo. Vittoria o sconfitta.
Sconfitti, non perdenti. Uomini, non bambini.

“Ogni maledetta domenica si vince o si perde, resta da vedere se si vince o si perde da uomini”.

Francesco Inverso

LUCK8279

Chi vede tutti gli esseri nel suo stesso Sé, e il suo Sé in tutti gli esseri, perde ogni paura.

Betto. Ruffato. Macchi. Sciuccati. Zambonini. D’Agostino. Firme su un capolavoro. Un sogno ad occhi aperti che si realizza. Crescere giorno per giorno, partita dopo partita. Fino ad arrivare alla vittoria. Soffrire e trionfare ancora. Il G TEAM ha salito ogni piolo di quella scala che l’ha portato ad evolversi. La scala che l’ha portato ad un passo dal sogno, così diverso rispetto alle origini.

Vincere. La parola tanto temuta solo un anno fa non è più una parola, ma un obiettivo. Provarci è diventato un dovere morale verso se stessi, in ogni incontro.

Betto. Ruffato. Macchi. Sciuccati. Zambonini. D’Agostino. E il G TEAM riscrive la propria storia. 67 punti realizzati, 0 subiti. Un quarto finale guardando il cronometro nel rispetto degli altri e la sensazione che tutto sia cambiato definitivamente. Passaggi e schemi, attacco e difesa. Ha funzionato praticamente ogni cosa.
E i Tigers non sono riusciti a reagire. Il punteggio non gli rende onore, ma ci hanno provato. Hanno dato tutto, anche la salute, meritandosi il rispetto di avversari e tifosi.

I grigioazzurri conoscono bene la sensazione che si prova quando il tabellino ti dice di mollare, quando le botte, gli errori e le sconfitte ti dicono di arrenderti. Lasciare il campo prima che sia troppo tardi.

Il G TEAM contro il G TEAM. Sabato sera è stato un po’ come rivedersi tre anni fa. Come una fiaba riavvolta fino a tornare all’inizio. ‘Once upon a time’, il riflesso in uno specchio. I Tigers avevano le stesse facce, gli stessi sospiri. La stessa voglia di crescere e lo stesso timore di non potercela fare.

Non era facile insistere quando tutto girava storto, è impossibile desistere ora che tutto gira bene. Sabato prossimo, contro i Gorillas, sarà tutta un’altra storia. Razionalità contro speranze. Certezza contro sorpresa. Dopo aver visto se stessi negli occhi dei Tigers.
Entusiasmo al massimo, paura al minimo. Tutti uniti per tentare l’impresa.

“Chi vede tutti gli esseri nel suo stesso Sé, e il suo Sé in tutti gli esseri, perde ogni paura”.

Francesco Inverso